Mano di Buddha
Mano di budda citrus medica digitata
È molto curiosa un'anomalia che spesso si presenta nello sviluppo dei cedri, nota con il nome di Mano di Buddha (C. medica var. sarcodactylus). Si può riscontrare anche in altri citrus, nel limone ad esempio, ma nel cedro è praticamente normale. Si tratta della precocissima partizione in spicchi del frutto, cioè lo sviluppo non interessa un insieme di spicchi che andranno a formare il frutto, bensì ogni spicchio tende a svilupparsi come unità a sé stante. Ne consegue una forma non globosa del frutto, bensì frastagliata in varie escrescenze, e gli orientali vi videro la forma della mano divina. L'anomalia è degna di menzione perché gli esperti hanno spesso cercato di favorirla, in quanto produce praticamente solo buccia, cioè l'unica parte del frutto utilizzabile industrialmente. Ma sinora gli esiti sono stati deludenti: sembra che l'anomalia preferisca non venir imbrigliata, e continua a palesarsi solo spontaneamente ed imprevedibilmente.
Il cedro è tra gli agrumi la specie col maggior numero di varietà; la maggiore in Italia è quella coltivata in Calabria, denominata cedro liscio di Diamante[1] (di grosso taglio e profumata, destinata in gran parte alla canditura); in Sicilia è tipica quella bitorzoluta ("vozza vozza", a bassa acidità, buona per il consumo crudo), mentre in Campania se ne coltiva una molto acida, dall'albedo amarognolo, e una dolce e grossa ("sfusato"). Tra quelle straniere, è da menzionare il cedro di Corsica, il più noto a polpa dolce.La "mano di Budda" si distingue dal "limone digitato" per il fatto che la particolare forma ha natura endogena, mentre in quest'ultimo è provocata da un fattore esterno, l'acaro delle meraviglie.
